The Voices: Marianne Satrapi danza con l’horror

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The Voices prende una serie di cose che adoro (il kitsch, gli animali, la follia simpaticona ma imprevedibile, il montaggio con i controcazzi, l’ironia sottile che a una certa sguaia e poi torna in sè solo per sguainare più forte, le morti spettacolari slasherose) e cose che mi spaventano a morte (i serial killer, le persone buone genuinamente che poi sbroccano ma a differenza del l’ironia non tornano in se mai più, il male di vivere, quello vero, non il ciuffone che piange e si mette le collane con le lamette, né) e le fa andare a braccetto Continua a leggere

Yves Sain Laurent

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Yves Sain Laurent. Un marchio, un’icona e, soprattutto, un essere umano dalla straordinaria complessità. Il film di Jalil Lespert recupera la persona dietro al mito, mettendo in risalto luci e ombre di uno degli stilisti più rivoluzionari del Ventesimo secolo. Il film racconta con accuratezza e rispetto, più che celebrare agiograficamente, Yves Sain Laurent in quanto artista, amante, timido, spregiudicato, … Continua a leggere

Snowpiercer

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Nel 2014 il surriscaldamento globale, aggravato dal continuo inquinamento di natura antropica, causa una glaciazione globale e costringe i pochi superstiti a fuggire a bordo di una locomotiva che è una novella arca di Noè, che rappresenta l’unico mezzo per continuare a vivere sulla Terra, che, però, resta segregata all’esterno. E, per alcuni di questi sopravvisuti, per diciotto anni, la Terra non sarà che un vago e doloroso ricordo. Continua a leggere

Monuments Men

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Una via di mezzo tra l’A-team, un drappello di secchioni (in senso positivo, anche se un’accezione negativa, per me, non esiste), Indiana Jones e, soprattutto, un senso di appartenenza al genere umano di una profondità per nulla scontata e banale. Ecco i Monuments Men, una piccola squadra realmente esistita di uomini, non di soldati, che affrontò la Seconda Guerra Mondiale … Continua a leggere

23/07/1967 – 02/02/2014: Addio, Philip

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Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, fate tacere il cane con un osso succulento, chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato portate fuori il feretro, si accostino i dolenti. (W. H. Auden) Philip Seymour Hoffman era un grandissimo talento, un genio, un vero artista. Il vuoto da lui lasciato nel panorama cinematografico sarà sempre incolmabile e ci saranno … Continua a leggere

Frankenweenie.

Frankenweenie

Per Tim Burton, artista, regista, creatore di sogni, è fondamentale rispettare il dress code: non posso andare a vedere Frankenweenie, che ho atteso così a lungo di vedere in versione originale sottotitolata, senza essere coerente con lo scenario. Perciò abitino spettrale, calze viola e borsa a forma di casetta di marzapane alla mano mi incammino, nell’ancora fredda sera – quasi … Continua a leggere

The Master. Così Paul Thomas Anderson ha conquistato il mio cuore (di nuovo)

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The Master è un film che parla. Parla e incanta, lasciando che sia il brillante intreccio creato da dialoghi e sguardi a costruire quella che è una stupenda opera che parla di relazioni, di rapporti. Certo, sì, ero in sala, lo so che parla di un culto, di come attorno a una figura carismatica si possa costituire una setta, di … Continua a leggere

Amour

Amour

  «A volte sei un mostro, ma sei gentile» Questo è un film che, a raccontarlo, mi fa emozionare ancora molto e in modo inarrestabile, un po’ come quando George – il bravissimo Jean Louis Trintignant – ricorda che, quando era ragazzino, nel parlare di un film visto a un ragazzo del vicinato, aveva sentito montare dentro di sé le … Continua a leggere